Italia (Italy), Consulenti finanziari

Cambia sitochevron_right
menu
search
Skip to main content
search

PROSPETTIVE D'INVESTIMENTO

In che modo l’IA sta trasformando lo scenario macroeconomico? Tre possibili scenari

6 min di lettura
2027-06-04
Archiviato info
I contenuti archiviati rimangono disponibili sul sito. Si invita a considerare la data di pubblicazione mentre si leggono i contenuti precendenti.
124513079
John Butler, Macro Strategist
124513079
Eoin O'Callaghan, Macro Strategist
124513079

Punti chiave

  • L’intelligenza artificiale potrebbe trasformare il contesto macroeconomico in diversi modi, ma tre possibili traiettorie si distinguono oggi come le più probabili: un superciclo degli investimenti, un ciclo di espansione e successiva correzione, oppure una transizione disordinata verso un’economia abilitata dall’IA. Ciascuno di questi scenari avrebbe implicazioni molto diverse per le varie asset classe.
  • Da una prospettiva macroeconomica e dei tassi, l’IA riguarda meno la tecnologia in sé e più l’equilibrio tra investimenti e risparmio. La domanda chiave è se l’IA riuscirà ad aumentare la capacità complessiva dell’economia o se, al contrario, finirà per comprimerla.
  • Se l’IA dovesse spingere la domanda di investimenti più rapidamente del risparmio e rivelarsi realmente additiva per l’economia, nonostante alcune forti spinte contrarie, potremmo assistere a uno scenario di superciclo del capitale, caratterizzato da una crescita più sana, tassi reali più elevati e una curva dei rendimenti più ripida. Un contesto di questo tipo sarebbe favorevole agli asset rischiosi.
  • Se invece l’IA dovesse alimentare un eccesso di capacità produttiva, il risultato potrebbe essere un classico ciclo di espansione e successiva correzione: a una prima fase di crescita più sostenuta e di rialzo delle valutazioni degli asset seguirebbe una recessione, con rendimenti reali più bassi e conseguenze negative per la maggior parte degli asset rischiosi.
  • Nello scenario di transizione disordinata, le prime fasi sarebbero dominate dall’incertezza macroeconomica e dalla compressione dei margini, con un risparmio precauzionale superiore agli investimenti. Ciò tenderebbe ad appiattire la curva dei rendimenti e a mantenere sotto pressione la maggior parte degli asset rischiosi, anche se nel più lungo periodo potrebbe prevalere una prospettiva più costruttiva.
  • Durante questa transizione macro guidata dall’IA, riteniamo che i tassi seguiranno soprattutto i segnali provenienti dai mercati azionari e del credito, più che i dati macroeconomici retrospettivi. Da qui l’importanza di monitorare gli indicatori più rilevanti in ambito equity e credito.

Le possibili traiettorie future

Valutare le implicazioni macroeconomiche dell’IA è estremamente complesso, data la molteplicità di fattori in gioco e l’incertezza sull’esito finale del fenomeno. Ciò che sappiamo con certezza è che l’IA ha il potenziale per modificare il regime macroeconomico, perché cambia le prospettive di concetti fondamentali che spesso vengono considerati relativamente stabili: produttività, rapporto capitale-lavoro, comportamento di risparmio e politiche fiscali dei governi. Tutti questi elementi sono determinanti strutturali, di lungo periodo, delle valutazioni degli asset.

Dato l’elevato numero di variabili e la rapidità dello sviluppo tecnologico, sono plausibili diversi scenari.

In questa fase, tuttavia, sembrano emergere tre grandi traiettorie: un superciclo del capitale, un ciclo di espansione e correzione, oppure una transizione disordinata. Quest’ultima appare oggi la traiettoria che i mercati stanno seguendo con maggiore probabilità.

Scenario 1: un superciclo del capitale
Se l’IA dovesse aumentare la produttività aggregata senza comprimere i margini in modo generalizzato, l’economia nel suo complesso potrebbe crescere. Questa maggiore crescita dovrebbe compensare lo spiazzamento occupazionale causato dall’IA, mantenendo la disoccupazione strutturale sostanzialmente stabile.

Le implicazioni dell’IA sull’inflazione restano incerte. Il prezzo di alcuni servizi dovrebbe diminuire, ma eventuali colli di bottiglia infrastrutturali, ad esempio nel comparto delle materie prime, potrebbero generare spinte inflazionistiche. Non è ancora chiaro come si svilupperà questo shock dei prezzi relativi tra settori diversi e tra beni e servizi. Tuttavia, se le condizioni monetarie resteranno complessivamente accomodanti, il risultato potrebbe essere un rapporto più favorevole tra inflazione e crescita.

In un simile superciclo, il capitale verrebbe impiegato attraverso maggiori investimenti, invece di essere canalizzato verso il risparmio, spingendo al rialzo i tassi reali. Una produttività più elevata, una domanda più forte di beni strumentali e rendimenti più alti sul capitale investito sarebbero coerenti anche con rendimenti reali più elevati. L’entità di questo aumento dipenderebbe da una serie di fattori ancora incerti. Tra questi, in particolare, la misura in cui l’IA riuscirà ad aumentare produttività e crescita potenziale, nonché il grado in cui gli investimenti associati si riveleranno effettivamente additivi per l’economia.

Potenziali implicazioni per gli investimenti
Sia il percorso sia il punto di arrivo potrebbero essere molto positivi per il ciclo economico. Un boom degli investimenti in conto capitale capace di aumentare davvero la produttività dovrebbe sostenere azioni, credito e materie prime nel breve e nel medio periodo. Implicherebbe inoltre rendimenti reali più elevati e una curva dei rendimenti più ripida.

Scenario 2: un ciclo di espansione e contrazione
In alternativa, la transizione alimentata dall’IA potrebbe essere molto positiva per il ciclo nel breve periodo, grazie al boom degli investimenti, ma il punto di arrivo potrebbe rivelarsi fortemente disinflazionistico, se non recessivo, a causa di un eccesso di spesa in capitale. Sarebbe il classico ciclo di espansione e successiva correzione.

Banche centrali e mercati, comprensibilmente, faticano a prezzare con precisione gli shock dal lato dell’offerta. Se l’IA si dimostrerà trasformativa e capace di aumentare la produttività dell’economia nel suo complesso, come appare probabile, la politica monetaria dovrà essere irrigidita per tenere conto di questo crescente impulso alla produttività. In caso contrario, la politica potrebbe diventare progressivamente più espansiva. In assenza di un simile aggiustamento, aumenterebbe il rischio di eccesso di capacità produttiva, con possibile esito in una recessione o persino in deflazione.

Potenziali implicazioni per gli investimenti
Nel breve periodo, un boom guidato dagli investimenti dovrebbe essere favorevole al ciclo, così come ai mercati azionari, al credito e alle materie prime, mentre i tassi diventerebbero sempre più accomodanti. Nel medio periodo, tuttavia, gli asset rischiosi potrebbero diventare più vulnerabili a brusche rivalutazioni. Se poi dovesse materializzarsi una recessione, potrebbero subire perdite diffuse, mentre i tassi potrebbero scendere in modo significativo, soprattutto in caso di deflazione.

Scenario 3: una transizione disordinata
Un altro scenario plausibile è quello di una transizione disordinata, caratterizzata da un elevato grado di incertezza. I mercati sembrano attualmente inclini a privilegiare questa ipotesi, mentre crescono i timori su come l’IA potrebbe mettere in discussione molti modelli di business – e persino interi settori – che in passato erano considerati relativamente protetti. Se questa incertezza dovesse persistere, potrebbe mettere in discussione le ipotesi sulla sostenibilità di imprese e posti di lavoro, riducendo in modo significativo la visibilità sui flussi di cassa futuri, sui rendimenti e persino sulla durata stessa delle aziende.

In un contesto simile, le imprese potrebbero congelare gran parte delle nuove attività, con la possibile eccezione degli investimenti legati all’IA. Inoltre, la velocità dello spiazzamento occupazionale potrebbe superare la capacità di lavoratori e organizzazioni di adattarsi, spingendo al rialzo il tasso di disoccupazione. In questo scenario, il risparmio precauzionale potrebbe aumentare più rapidamente degli investimenti netti, determinando una discesa dei rendimenti reali. Paradossalmente, il contesto apparirebbe più simile a una fase di avversione al rischio, anche se lo shock sottostante dovesse in ultima analisi aumentare la produttività.

Considerando il punto di partenza relativamente solido dei bilanci di imprese e famiglie, almeno a livello aggregato, questa traiettoria implicherebbe con maggiore probabilità una recessione lieve, seguita da una ripresa che assumerebbe caratteristiche simili a un boom.

Potenziali implicazioni per gli investimenti
Nel breve e medio periodo, la probabile compressione dei margini, la riduzione della domanda, la minore visibilità sugli utili e condizioni di credito più restrittive sarebbero penalizzanti per gli asset rischiosi, mentre i tassi reali scenderebbero per effetto dell’aumento del risparmio. Inoltre, i mercati potrebbero concentrarsi più sui rischi per gli operatori già affermati che sulle opportunità create dai nuovi entranti, alimentando potenzialmente una maggiore volatilità e dispersione. Gli investitori potrebbero anche preoccuparsi delle implicazioni fiscali, con un conseguente aumento dei premi per il rischio nei Paesi più indebitati. Nel lungo periodo, tuttavia, gli asset rischiosi dovrebbero beneficiare dei guadagni di produttività, mentre rendimenti e tassi tenderebbero infine a salire.

Le forze contrarie

La rivoluzione dell’IA non avviene nel vuoto. In qualsiasi quadro macroeconomico occorre considerare anche altre forze importanti.

  1. Demografia e deglobalizzazione stanno rapidamente riducendo la produttività e il potenziale di offerta. Resta da capire se i benefici dell’IA arriveranno abbastanza rapidamente da compensarne l’impatto negativo.
  2. Disuguaglianza dei redditi e concentrazione della ricchezza sono già temi politici centrali in molti Paesi. Se la tecnologia IA dovesse accentuare queste tendenze, potrebbe emergere una risposta politica sotto forma di tassazione dei guadagni e innalzamento delle soglie generali di reddito. Ciò compenserebbe parte dei benefici di produttività.

Quali indicatori monitorare?

I mercati potrebbero oscillare tra le tre traiettorie descritte, rendendo difficile individuare la direzione finale. Poiché nei periodi di transizione i dati macroeconomici sono spesso considerati meno affidabili dai decisori politici, i segnali più utili potrebbero arrivare soprattutto dai mercati azionari e del credito. In particolare, stiamo monitorando:

  • la performance relativa dei titoli legati all’infrastruttura IA rispetto a quelli delle applicazioni IA, per valutare se il valore stia risalendo lungo la catena oppure se venga compresso in modo più generalizzato. Valutazioni in aumento per l’infrastruttura IA indicherebbero un ciclo di approfondimento del capitale. Al contrario, un crollo delle valutazioni dei titoli legati alle applicazioni IA rappresenterebbe un segnale fortemente difensivo;
  • gli spread del credito high yield, per capire se l’economia reale sia sotto stress;
  • la performance dei titoli ciclici rispetto a quelli difensivi, per valutare se il mercato ritenga che crescita e spesa in conto capitale possano estendersi all’economia reale nel suo complesso;
  • le revisioni degli utili, per verificare se l’IA stia migliorando le attese su profitti e flussi di cassa;
  • i rendimenti reali, come indicatore della percezione del mercato circa la capacità dell’IA di aumentare la produttività complessiva oppure comprimere i margini, con effetti negativi per il ciclo. Nel complesso, riteniamo che i rendimenti reali seguiranno i segnali provenienti dagli indicatori appena citati: è improbabile che i rendimenti salgano se tali segnali si muovono nella direzione opposta.

Una visione d’insieme

In ultima analisi, riteniamo che l’IA sarà positiva per l’economia. Tuttavia, durante la transizione verso un nuovo regime macroeconomico, gli investitori dovranno affrontare una fase di incertezza quasi permanente sulla direzione finale che l’economia prenderà. In particolare, abbiamo individuato tre possibili traiettorie, ciascuna con implicazioni d’investimento molto diverse. Più che formulare una previsione definitiva sul punto di arrivo di questo percorso, riteniamo più efficace monitorare gli indicatori di mercato. Questi offrono una lettura più chiara del regime macroeconomico verso cui l’economia si sta dirigendo e di ciò che questo potrebbe significare per i tassi e per gli asset rischiosi.

Le opinioni espresse sono quelle degli autori alla data di redazione. Altri team potrebbero avere opinioni diverse e prendere decisioni di investimento differenti. Il valore finale dell’investimento potrebbe essere superiore o inferiore a quello dell’investimento iniziale. Sebbene i dati di terze parti utilizzati siano ritenuti affidabili, non se ne garantisce l’esattezza. Destinato esclusivamente a investitori professionali, istituzionali o accreditati.

I nostri esperti

Resta aggiornato con i contenuti sugli ultimi approfondimenti di mercato

Leggi altri approfondimenti