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PROSPETTIVE D'INVESTIMENTO

Non smettere di credere nelle azioni dei mercati emergenti

4 min di lettura
2027-02-28
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Nanette Abuhoff Jacobson, Multi-Asset Strategist
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Punti salienti:

  • Insieme a un solido contesto economico globale e a un dollaro statunitense più debole, le azioni dei mercati emergenti (ME) potrebbero beneficiare di utili in miglioramento e valutazioni relativamente interessanti.
  • Un’ampia gamma di Paesi potrebbe beneficiare di forze strutturali quali un superciclo delle materie prime, lo sviluppo delle infrastrutture per l’IA, nuovi accordi commerciali.
  • Crepe nell’eccezionalismo statunitense potrebbero aprire opportunità per i mercati emergenti.
  • Le azioni dei ME potrebbero essere particolarmente adatte alla gestione attiva.

Dopo la loro straordinaria performance nel 2025, ritengo che le azioni dei ME abbiano ulteriore spazio di apprezzamento. Infatti, una serie di fattori si è allineata rendendole la mia view a più alta convinzione tra le asset class.

L’attenzione si è concentrata soprattutto su due ragioni di ottimismo: 1) il contesto globale favorevole, con buona crescita, inflazione contenuta, stimolo fiscale, allentamento della Fed; 2) il potenziale di ulteriore indebolimento del dollaro statunitense, che rafforzerebbe le valute ME e incrementerebbe i rendimenti in termini di dollaro statunitense. Sono d’accordo con entrambi i punti, ma ritengo anche che esistano alcune ragioni meno evidenti per privilegiare le azioni dei ME nel 2026:

  • Utili: le revisioni degli utili sono tornate in territorio positivo, per la prima volta dal 2021, nei quattro principali mercati di riferimento dell'indice MSCI EM: Cina, India, Corea del Sud e Taiwan. A mio avviso, gli utili sono il parametro più importante della performance azionaria (Grafico 1).

Grafico 1

Utilli superiori doverbbero trainare rendimenti superiori nelle azioni dei mercati emergenti
  • Valutazioni: in base ai rapporti prezzo/utili medi a 12 mesi forward su periodi di uno e dieci anni, le azioni dei ME risultano più a buon mercato rispetto a Stati Uniti, Europa, Giappone. Europa e Giappone si sono recentemente portati su livelli elevati, affiancandosi agli Stati Uniti1.
  • Esportatori di materie prime: la forte domanda e i prezzi elevati dei metalli industriali come rame, nichel, litio, oltre che dei metalli preziosi, stanno sostenendo molti esportatori dei mercati emergenti di materie prime in America Latina e Africa e migliorandone la solidità fiscale. Gli esperti della nostra società ritengono che lo sviluppo delle infrastrutture per l’IA stia alimentando un superciclo delle materie prime.
  • Esposizione ad Asia e IA: le azioni ME asiatiche dovrebbero essere tra i principali beneficiari della spesa in conto capitale legata all’IA, grazie alla forte posizione nella catena di fornitura dell’IA per memoria e semiconduttori e a valutazioni interessanti rispetto agli omologhi statunitensi. Ad esempio, Taiwan è dominante nei chip per computer, con una forte domanda attesa fino al 2030. Anche la Corea del Sud è un attore di primo piano nella memoria e nei chip.
  • Corporate governance: alcuni governi dei ME stanno compiendo progressi promuovendo politiche volte a migliorare la corporate governance e i rendimenti per gli azionisti. La Corea del Sud si distingue in questo senso.
  • Nuovi accordi commerciali: nel contesto della frammentazione dei legami economici globali, i Paesi stanno cercando nuovi rapporti commerciali per mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti. Tra quelli che stanno facendo notizia figurano accordi tra Europa e i Paesi Mercosur del Sud America; Europa e India; Canada e Cina.
  • India: quest'anno l'economia indiana dovrebbe crescere di oltre il 10% in termini nominali, trainata dalla normalizzazione dell'inflazione, da politiche a favore dei consumi introdotte lo scorso anno (riduzioni delle imposte sul reddito, dell'imposta su beni e servizi, dei tassi di interesse) e da una minore regolamentazione2. Il consolidamento fiscale ha ridotto il disavanzo di bilancio di oltre la metà e la valuta più debole ha sostenuto le esportazioni. La recente riduzione dei dazi da parte del Presidente Trump è un ulteriore elemento positivo. Infine, dopo una fase di debolezza, gli utili dovrebbero recuperare.
  • America Latina: valute forti hanno contribuito a ridurre l'inflazione in America Latina, dando alle banche centrali margine per tagliare i tassi e allentare le condizioni finanziarie. In molti Paesi, inoltre, la politica si sta spostando verso destra, un'evoluzione favorevole ai mercati.
  • Cina: la Cina continua a fare i conti con le ripercussioni della flessione del settore immobiliare, ma alcune misure governative positive dovrebbero contribuire a riequilibrare meglio domanda e offerta. La campagna anti-involution sta affrontando la sovraccapacità manifatturiera e i policymaker sembrano determinati ad aggiungere stimolo fiscale e sostenere le famiglie. Inoltre, il settore tecnologico cinese sta trainando l'innovazione e potrebbe rappresentare una fonte di diversificazione in termini di esposizione all'IA.
  • Eccezionalismo statunitense intatto ma anche in attenuazione: sebbene gli Stati Uniti mantengano la reputazione di eccezionalismo in molte aree (crescita economica, tecnologia, flessibilità regolamentare, innovazione), sono emerse crepe (integrità istituzionale, indipendenza della banca centrale, sostenibilità fiscale) che, a mio avviso, dovrebbero ridurre il divario tra gli Stati Uniti e altri Paesi e favorire i mercati emergenti.

Implicazioni di investimento

Valutare l'idea di inserire (o aumentare) le azioni dei ME: mi aspetto che le opportunità nei mercati azionari continuino ad ampliarsi sia all'interno sia al di fuori delle azioni statunitensi. All'interno delle azioni statunitensi, questa rotazione è sostenuta dal miglioramento degli utili al di fuori dei titoli tecnologici a mega-capitalizzazione. Tuttavia, ritengo che gli investitori dovrebbero guardare al di fuori delle azioni statunitensi e, in particolare, alle azioni dei ME, alla luce di un potenziale di utili più elevato, valutazioni relativamente interessanti e degli altri fattori discussi sopra.

Attivi sui mercati emergenti: ritengo che i mercati emergenti si prestino bene alla gestione attiva grazie all'ampio insieme di società, alla minore concentrazione degli indici ME su poche società (a differenza degli Stati Uniti) e alla relativa inefficienza dei mercati (ad esempio, una copertura da parte degli analisti inferiore rispetto ai mercati sviluppati).

Esplorare un approccio diversificato: naturalmente, i mercati emergenti comportano più rischio rispetto ai mercati sviluppati, quindi è fondamentale dimensionare adeguatamente questa allocazione e ricercare un approccio diversificato. Con un universo ampio e diversificato di imprese e settori nei Paesi ME, ritengo che un approccio bottom-up, non dipendente da scommesse sui singoli Paesi, sia il modo migliore per generare alfa in modo coerente.

1Fonti: Datastream, MSCI, IBES. A partire dal 30 gennaio 2026. | 2Fonte: stima del consenso sul T4 2026 di Bloomberg.

Le opinioni espresse sono quelle dell’autore alla data di redazione. Altri team potrebbero avere opinioni diverse e prendere decisioni di investimento differenti. Il valore finale dell’investimento potrebbe essere superiore o inferiore a quello dell’investimento iniziale. Sebbene i dati di terze parti utilizzati siano ritenuti affidabili, non se ne garantisce l’esattezza. Destinato esclusivamente a investitori professionali. 

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