Dobbiamo prepararci a un rialzo dei tassi in Giappone?

Marco Giordano, Investment Director
Masahiko Loo, Investment Director
2024-12-31
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Il passaggio dell’economia giapponese da una situazione di stagnazione secolare e deflazione a un contesto di reflazione e crescita sostenuta continua ad acquisire slancio, e a sorprendere gli investitori. Un importante punto di svolta da monitorare durante questo passaggio sarà la graduale normalizzazione della politica monetaria. Nello specifico, nel contesto reflazionistico di oggi viene meno la motivazione della decisione della BOJ di fissare un tetto massimo dei tassi d’interesse di lungo termine mediante la politica di controllo della curva dei rendimenti (YCC); in effetti, gli ultimi aggiustamenti decisi dalla banca centrale indicano che questa politica, in vigore dal 2016, sta per essere abbandonata. Il prossimo passo sarà un rialzo dei tassi? E potrebbe arrivare prima di quanto previsto oggi dai mercati?

Il graduale abbandono della politica di controllo della curva

La BOJ ha implementato la politica YCC per contrastare la persistente deflazione nel paese mediante l’acquisto di titoli di Stato giapponesi (JGB) per controllare i tassi d’interesse di lungo periodo. Dopo la decisione del mese di luglio di consentire ai rendimenti dei JGB a 10 anni di raggiungere l’1%, i funzionari della banca centrale hanno compiuto nuovi passi verso la normalizzazione alla fine di ottobre, definendo l’1% come un livello di “riferimento” anziché un “limite massimo” e, sostanzialmente, consentendo ai rendimenti di superare questa soglia.

In seguito, i rendimenti dei JGB a 10 anni hanno brevemente superato lo 0,9%, proseguendo il costante incremento registrato a partire dall’aggiustamento della politica monetaria del mese di luglio (Figura 1).

Differenziale di rendimento

Questo non è un inasprimento della politica monetaria

L’obiettivo immediato dell’ultimo annuncio sulla politica YCC della banca centrale era comunicare ai mercati finanziari la volontà di evitare un sell-off dei tassi, prediligendo al contrario un processo graduale e “gestito” per evitare un evento in grado di compromettere la stabilità finanziaria.

Pertanto, più che rappresentare un inasprimento, gli aggiustamenti della politica YCC vogliono, a nostro parere, segnalare che non verranno introdotti nuovi stimoli monetari. L’ultima notizia è un aggiustamento per scongiurare il rischio che la banca centrale sia costretta ad accelerare l’espansione del bilancio, dal momento che le autorità monetarie hanno facoltà ad intervenire in caso di un eventuale movimento troppo rapido dei tassi. Se i rendimenti aumenteranno a seguito di un miglioramento delle prospettive d’inflazione a medio termine, la BoJ non sarà più tenuta, a differenza di prima, a varare nuovi stimoli monetari. Prevediamo nuovi aggiustamenti della politica YCC nel primo trimestre del 2024, man mano che il tema della reflazione acquisirà slancio e che il miglioramento del potenziale di crescita economica verrà incorporato nelle aspettative del mercato.

Quali saranno i prossimi passi delle autorità monetarie?

Le prospettive d’inflazione stanno indubbiamente cambiando e, con la BoJ gradualmente più convinta della sostenibilità dell’inflazione, un rialzo dei tassi è imminente. Le autorità monetarie hanno rivisto al rialzo, da 1,9% a 2,8%, le previsioni sull’inflazione core per l’esercizio fiscale 2024, con un lieve incremento anche delle proiezioni per il 2025, da 1,6% a 1,7%. Se la crescita salariale andrà ad attestarsi intorno al 2,5%, uno scenario che crediamo probabile, le proiezioni sull’inflazione verranno nuovamente riviste al rialzo, e ciò potrebbe innescare un aumento dei tassi. Questa dinamica potrebbe manifestarsi già nel primo trimestre del 2024, segnando formalmente l’uscita del Giappone dalla politica di tassi d’interesse negativi.

Conclusione

Per quanto riguarda il quadro generale, gli aggiustamenti della YCC sono ancora molto lenti e appena percettibili e la politica monetaria del Giappone resta ultra-accomodante. Inoltre, il governo ha annunciato nuovi stimoli fiscali per l’economia, destinati ad attutire l’impatto del rincaro dei prezzi, varando un pacchetto da 17.000 miliardi di yen (113 miliardi di USD) che prevede anche tagli e rimborsi fiscali temporanei per le famiglie. Nonostante l’allontanamento della BOJ dall’approccio che la costringeva a un'espansione di bilancio, le politiche in vigore in Giappone, se si considerano anche gli stimoli fiscali, sono notevolmente più accomodanti, non più restrittive, il che potrebbe indurre la banca centrale ad alzare i tassi d’interesse prima di quanto previsto dai mercati.

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2024-01-31
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