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Un’opportunità generazionale nelle infrastrutture quotate?

4 min di lettura
2027-03-31
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electric grid infrastructure tower
Tom Levering, Global Industry Analyst
electric grid infrastructure tower
Joy Perry, Investment Director
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Con oltre 30 anni di esperienza nell’analisi e negli investimenti nel settore infrastrutturale, il nostro team ritiene di non aver mai visto un momento migliore per investire. Per molti versi, crediamo che l’attuale opportunità d’investimento nelle infrastrutture abbia davvero una portata generazionale.

Guardando al 2026 e oltre, l’attrattiva di questa opportunità può essere osservata attraverso quattro prospettive strettamente collegate tra loro, che in questo approfondimento analizziamo a partire dal tema dell’energia, con particolare attenzione a elettricità e gas naturale. Riconosciamo che le tensioni geopolitiche, come quelle innescate dai recenti conflitti in Medio Oriente, hanno a tratti evidenziato la vulnerabilità delle rotte di trasporto del GNL (gas naturale liquefatto). Continuiamo a monitorare questa volatilità quando si manifesta, ma la consideriamo distinta rispetto alla tesi di lungo periodo a favore delle infrastrutture del gas. Ecco le quattro prospettive chiave:

  • Innanzitutto, vediamo un’opportunità di crescita strutturale eccezionale.
  • In secondo luogo, il rapporto tra rischio e rendimento è chiaramente migliorato, perché i rendimenti stanno salendo senza un corrispondente aumento del rischio.
  • Terzo, riteniamo che le valutazioni restino interessanti, soprattutto alla luce del maggiore potenziale di crescita e di rendimento.
  • Infine, finanziare questa crescita è diventato più semplice, perché le infrastrutture private stanno fornendo capitale a costi più bassi per sostenere l’espansione delle infrastrutture quotate.

Perché questa volta la crescita è davvero diversa?

Conosciamo bene il cosiddetto “trilemma” energetico, che alimenta la domanda strutturale di infrastrutture: l’energia deve essere affidabile, accessibile e sostenibile. Oggi, però, questo trilemma si è trasformato in un “quadrilemma”. L’energia deve ancora essere affidabile, conveniente e sostenibile – ma ora l’offerta elettrica deve anche crescere per rispondere a una domanda in forte aumento.

La transizione energetica continua a spingere la domanda di elettricità, rendendola la forma di energia cresciuta più rapidamente nell’ultimo decennio, e con ogni probabilità anche nei prossimi anni. A questa dinamica oggi si aggiunge una nuova fonte di domanda. In particolare, l’intelligenza artificiale sta facendo crescere il fabbisogno di elettricità nei mercati sviluppati a ritmi molte volte superiori rispetto a quelli osservati nei decenni precedenti.

Soddisfare questa domanda è reso più complicato da un decennio in cui il mondo sviluppato si è concentrato più sulla chiusura delle centrali esistenti che sulla costruzione di nuove. La rapida crescita delle rinnovabili ha coperto parte di questo fabbisogno, ma ha anche aumentato la necessità di nuove infrastrutture, come ad esempio reti elettriche, sistemi di accumulo a batteria e capacità di generazione flessibile o di base. L’esigenza crescente di generazione flessibile e di base è particolarmente evidente nel miglioramento delle prospettive di crescita, nel breve periodo, per la generazione a gas e, nel medio termine, per l’energia nucleare.

Va inoltre ricordato che la produzione di energia è solo una parte della risposta all’aumento della domanda elettrica. In gran parte del mondo sviluppato – soprattutto dove le rinnovabili si sono diffuse più rapidamente – la capacità di generazione è cresciuta più velocemente della capacità della rete di trasmettere e distribuire l’energia. Allo stesso tempo, una parte consistente delle reti è semplicemente obsoleta. Per questo motivo, la necessità di investimenti nelle reti elettriche dei mercati sviluppati si colloca oggi in una fascia alta a una cifra percentuale, circa il doppio rispetto ai livelli storici.

Nel complesso, la crescita della generazione elettrica e delle reti indica un bisogno di investimento solido e duraturo, non solo nel 2026, ma per molti decenni a venire.

Come è cambiato il rapporto rischio/rendimento?

A nostro avviso, le utility regolamentate sono al centro dell’attuale cambiamento strutturale della domanda. Sta crescendo la consapevolezza che queste aziende siano essenziali per la crescita economica, sia per sostenere la domanda elettrica generata dall’IA, sia per accompagnare la transizione energetica, sia per supportare tendenze più ampie come il reshoring produttivo. Una delle conseguenze di tutto ciò è stata un contesto regolatorio più favorevole.

Per gli investitori, il quadro normativo conta molto perché le autorità di regolazione stanno consentendo alle utility di ottenere rendimenti più elevati. Negli ultimi due anni, i regolatori negli Stati Uniti e in Europa hanno aumentato i ritorni consentiti alle utility. In combinazione con regole chiare e di lunga durata, questo offre agli investitori una visibilità insolitamente elevata sui flussi di cassa futuri e sui rendimenti attesi.

Un punto importante è che, a nostro giudizio, ottenere questi rendimenti più alti non implica per le utility assumersi rischi notevolmente maggiori. Di conseguenza, le utility regolamentate offrono la possibilità di accedere a temi di crescita come l’intelligenza artificiale o l’elettrificazione, evitando però gran parte dell’incertezza normalmente associata a questi trend. L’IA ne è un esempio molto chiaro. Sempre più spesso, utility e regolatori chiedono ai grandi operatori del cloud e dei data center di garantirsi la fornitura di energia attraverso accordi di lungo termine, a prezzi maggiorati – per proteggere i consumatori residenziali – e strutturati secondo il principio del take-or-pay, cioè con l’obbligo di pagare comunque una quantità minima concordata. In questo modo, le utility possono trasferire il rischio da sé stesse e dai consumatori ai grandi operatori industriali.

Gli investitori non stanno pagando troppo per avere più crescita e rendimenti più elevati?

Sebbene le valutazioni si siano riprese dai minimi, le utility sia negli Stati Uniti sia in Europa continuano a trattare, a nostro avviso, su livelli ancora interessanti rispetto al contesto di crescita della domanda. Questo suggerisce che una parte significativa di questa crescita non sia ancora pienamente riflessa nei prezzi.

Le valutazioni delle utility statunitensi ed europee appaiono interessanti rispetto al mercato

Ma tutta questa crescita non è difficile da finanziare?

Gran parte delle opportunità di crescita infrastrutturale si concentra in società quotate, e questo richiede un importante afflusso di capitali esterni. I metodi tradizionali di raccolta di capitali – come emissioni azionarie e obbligazionarie – sono ancora utilizzati, ma nel frattempo si è sviluppata una nuova forma di finanziamento a basso costo.

Le infrastrutture private hanno avuto grande successo nella raccolta di capitali, ma dispongono di relativamente poche opportunità di crescita organica. Per questo motivo, il private equity guarda con crescente interesse a investimenti in asset posseduti da società infrastrutturali quotate.

Si sta quindi sviluppando un rapporto simbiotico tra infrastrutture private e infrastrutture quotate. Le infrastrutture quotate offrono la crescita, mentre le infrastrutture private forniscono il capitale.

È importante notare che, in base a quanto osserviamo, gli investitori privati stanno pagando valutazioni più elevate per questi asset. A nostro avviso, questo rafforza l’idea che le società quotate siano ancora valutate in modo interessante, soprattutto considerando il potenziale di crescita che oggi offrono.

Come posizionarsi per la crescita nel 2026 e oltre?

L’opportunità di crescita all’interno del settore infrastrutturale è significativa e, a nostro giudizio, ancora poco apprezzata. Per gli investitori, la domanda non è se questi investimenti verranno realizzati, ma come accedervi nel modo migliore.

Riteniamo che le azioni di società infrastrutturali quotate rappresentino il modo più convincente per cogliere questa opportunità. Queste aziende si trovano al centro dell’attuale cambiamento nella domanda e beneficiano di un contesto normativo sempre più favorevole. Offrono inoltre la possibilità di partecipare a potenti temi di crescita, come l’elettrificazione e l’intelligenza artificiale, senza assumere la volatilità normalmente associata a questi fenomeni.

Con valutazioni che restano indietro rispetto allo scenario di crescita e con capitali privati sempre più presenti nel fornire finanziamenti a basso costo agli asset pubblici, riteniamo che l’opportunità generazionale nelle infrastrutture quotate resti interessante, distintiva e ancora poco riconosciuta dal mercato.

Le performance passate non sono indicative dei rendimenti futuri.

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