Italia (Italy), Consulenti finanziari

Cambia sitochevron_right
menu
search
Skip to main content
search

Grafico in focus: diversificazione adattata a differenti scenari macroeconomici

3 min di lettura
2027-03-27
Archiviato info
I contenuti archiviati rimangono disponibili sul sito. Si invita a considerare la data di pubblicazione mentre si leggono i contenuti precendenti.
85860995
Alex King, CFA, Investment Strategy Analyst
85860995
Jahon Rafian, Venture Associate, Late-stage growth
85860995

I recenti eventi in Medio Oriente evidenziano il cambiamento strutturale verso un quadro macroeconomico intrinsecamente più volatile e ciclico. In questo articolo analizziamo in che modo gli investitori possono ricalibrare la diversificazione del portafoglio per massimizzarne l’efficacia in diversi regimi macroeconomici. La nostra conclusione: esistono validi motivi per puntare a una diversificazione più ampia, con le materie prime che svolgono un ruolo fondamentale, dato il crescente rischio di scenari inflazionistici o addirittura stagflazionistici.

Cosa è successo finora?

  • Alla data di redazione del presente documento, il conflitto continua senza sosta. I prezzi del petrolio fungono da indicatore in tempo reale delle aspettative del mercato riguardo alla durata del conflitto e alla sostenibilità dell’approvvigionamento energetico, il che si traduce in oscillazioni dei prezzi da record. Queste oscillazioni evidenziano la mancanza di chiarezza sull’impatto finale del conflitto sull’inflazione e sulla crescita, poiché i mercati faticano a valutare se l’aumento dei prezzi dell’energia sarà temporaneo o rappresenterà uno shock più duraturo.
  • La storia dimostra che l’efficacia della diversificazione tra asset è determinata dal contesto macroeconomico. Il Grafico 1 illustra la correlazione tra azioni, obbligazioni e materie prime in diversi regimi di inflazione e crescita, dove ciascun assetto è definito in base al fatto che l’inflazione sia superiore o inferiore al 2% e che la crescita economica reale sia positiva o negativa.
  • Gli eventi attuali rappresentano un rischio grave sia per la crescita che per l’inflazione. Poiché l’efficacia della diversificazione dipende dall'assetto, asset diversi contribuiscono alla resilienza del portafoglio in contesti di inflazione e crescita differenti, il che sottolinea la necessità di rivalutare la diversificazione man mano che le condizioni macroeconomiche evolvono.

Grafico 1

Grafico a barre che confronta le correlazioni del segmento azionario con i segmenti obbligazionario (Treasury statunitensi) e delle materie prime in diversi regimi macroeconomici.

Quali sono le implicazioni per gli investimenti?

  • L’elevata incertezza sull’inflazione rafforza le ragioni strutturali a favore delle materie prime come strumento di diversificazione del portafoglio, quando le tradizionali correlazioni tra azioni e obbligazioni subiscono tensioni. Sebbene le materie prime non presentino costantemente correlazioni negative con le azioni nei regimi di inflazione “calda”, storicamente hanno mostrato una correlazione meno positiva rispetto alle obbligazioni, contribuendo a preservare la diversificazione quando gli shock inflazionistici indeboliscono la protezione offerta dalle obbligazioni.
  • Le obbligazioni si sono dimostrate meno efficaci come strumenti di diversificazione quando i rischi di inflazione sono predominanti, indipendentemente dall’andamento della crescita. Le correlazioni positive tra azioni e obbligazioni, sia in regime di inflazione “vigorosa” che in regime di “stagflazione”, indicano che il principale rischio per la diversificazione del portafoglio a seguito degli shock sui prezzi dell’energia è rappresentato dalla persistenza dell’inflazione piuttosto che da un rallentamento della crescita.
  • Storicamente, le materie prime hanno offerto i maggiori vantaggi in termini di diversificazione nei periodi di stagflazione. I precedenti shock dell’offerta di petrolio negli anni ’70 e ’80 sono un esempio di gravi perturbazioni geopolitiche che hanno portato sia a una crescita debole sia a un’inflazione elevata. Le condizioni di stagflazione, in cui storicamente le materie prime hanno svolto il loro ruolo difensivo più efficace, sono state relativamente rare in passato ma, a nostro avviso, rimangono tra le possibilità derivanti dagli eventi attuali, con la probabilità che la stagflazione aumenti quanto più a lungo persisterà il conflitto.

Cosa stiamo monitorando?

  • La durata delle interruzioni dell’approvvigionamento energetico. Gli attori globali stanno cercando attivamente modi per preservare l'approvvigionamento e organizzare una parziale riapertura dello Stretto di Hormuz, ma la produzione e le spedizioni rimangono estremamente vulnerabili ai continui attacchi dell'Iran (e, potenzialmente, dei suoi alleati).
  • Impatto più ampio sull’inflazione. Segnali che indicano che i prezzi energetici più elevati si stanno ripercuotendo sui prezzi di base.
  • Stallo della dinamica di crescita man mano che l’aumento dei costi energetici si ripercuote sull’economia. Se i prezzi elevati dell’energia iniziassero a gravare in modo significativo sui consumi, sui margini e sugli investimenti, aumenterebbe la probabilità di uno scenario di stagflazione.

Le opinioni espresse sono quelle degli autori alla data di redazione. Altri team potrebbero avere opinioni diverse e prendere decisioni di investimento differenti. Il valore finale dell’investimento potrebbe essere superiore o inferiore a quello dell’investimento iniziale. Sebbene i dati di terze parti utilizzati siano ritenuti affidabili, non se ne garantisce l’esattezza. Destinato esclusivamente a investitori professionali.

I nostri esperti

Resta aggiornato con i contenuti sugli ultimi approfondimenti di mercato

Leggi altri approfondimenti