Anche la domanda di strumenti di copertura contro la reflazione e il deprezzamento valutario potrebbe diminuire in seguito ad alcuni cambiamenti del contesto macroeconomico.
L'impulso fiscale proveniente da Washington sta infatti gradualmente perdendo forza. I tagli fiscali introdotti dal One Big Beautiful Bill Act hanno rappresentato un importante sostegno all'economia nel corso di quest'anno. Guardando avanti, tuttavia, la politica fiscale potrebbe assumere un orientamento moderatamente restrittivo, soprattutto qualora i Democratici riconquistassero il controllo della Camera a novembre, limitando la possibilità per i Repubblicani di approvare ulteriori ampi pacchetti di spesa attraverso la procedura di riconciliazione di bilancio. Dopo anni di rapida espansione delle emissioni di Treasury USA, il rapporto tra l'offerta di obbligazioni governative e quella di obbligazioni societarie sta iniziando a invertirsi.
Anche le prospettive di crescita appaiono meno solide, poiché l'economia entra nella seconda metà dell'anno con uno slancio notevolmente ridotto. Il persistente livello elevato dei costi energetici, alimentato dal conflitto con l'Iran, sta comprimendo il potere d'acquisto delle famiglie. Inoltre, il reddito personale reale, al netto dei trasferimenti governativi, è in calo dell'1% su base annua, un fenomeno piuttosto raro al di fuori di una recessione.